dentro computer Il computer portatile

“Sebastiano voglio comprarmi un computer portatile.” Così aveva detto Marianna quella mattina al fidanzato.
“Tu non compri proprio nulla.” Questa la risposta perentoria di lui.
“I soldi sono miei e compro ciò che voglio.”
“Compri tutto quello che vuoi ma un computer portatile no.”
“E invece sì, lo compro!”
“No, non lo compri!”
“Sì, lo compro!”
“No, non lo compri!”
“Voglio acquistarlo e tu sei scemo perché dici che non saprò adoperare il touchpad, che poi non è altro che un cursore.”
“Sì appunto non saprai adoperare un banale mouse posto al centro della tastiera. Non sei abituata e lo troverai scomodissimo.”
“Non è vero ed io comprerò un computer portatile.”
Le donne, chi più chi meno, sono per natura testarde e infatti nel giro di tre giorni Marianna ebbe il computer portatile a casa. Adesso si sentiva soddisfatta e l’aveva acceso. Voleva collegarsi e vedere il fratello che abitava a Milano.
Improvvisamente udì uno strano rumore e comparve sullo schermo un uomo molto affascinante. Le balzò il cuore in petto e urlò: “Aiuto! Da dove è saltato fuori questo?”
Guardò meglio e si accorse che quello non era il suo portatile ma uno quasi identico e fornito di teleobbiettivo incorporato per videochiamata skype.
“Signorina dove mi trovo? Cos’è successo? Avevo lasciato il mio computer al negozio di riparazioni e invece vedo che lo ha lei fra le mani. Forse sto sognando?”
“Ahhhh! Ahhhh! Chi è lei? Che vuole? Come fa a essere dentro il mio computer? Ahhhh!” Marianna pareva in preda ad un attacco isterico.
“No prego, lei cosa vuole da me e perché mi trovo qui?” Anche l’uomo sembrava molto alterato.
“Scusi, ha detto che si trovava in un negozio di riparazioni. Ora come fa ad essere dentro al mio computer?”
“Ci deve essere stata una di quelle combinazioni visive di cui si parla da qualche tempo nei laboratori di tecnica associativa visiva.”
“Ma non dica scemenze e non cerchi di prendermi in giro. Lei è dentro il mio computer! Guardi che chiamo il mio fidanzato!”
“Può chiamare pure la Polizia! Non so perché sto vedendo lei con il mio portatile fra le mani. L’avevo lasciato sul bancone, mi sono girato e ho visto che l’aveva preso lei. Adesso mi ritrovo dentro un computer! Oh povero me!”
“Tutto ciò è impossibile! Tranne che non stiano girando un film di fantascienza e noi ne siamo gli inconsapevoli attori.”
“Attori? Inconsapevoli? Ma li possiamo denunciare! Scusi lei perché voleva un computer con teleobbiettivo?”
“Devo renderle conto della mia vita? Volevo collegarmi con mio fratello che abita a Roma e invece, guardi cosa è successo!”
“Ha provato a telefonare a suo fratello? Forse è lui l’ignaro artefice. Ma il peggio è che io sono prigioniero qui dentro!”
“Perché? Non si può muovere? Non può uscire dal computer e venire qua da me in carne e ossa? Questo mi dispiace perché avrei voluto conoscerla nella sua quintessenza e non solo virtualmente.”
“Lei è fidanzata, perché vuole conoscermi?”
“Essere fidanzati non vuol dire essere sposati. Sarà l’alone di mistero che la circonda ma lei mi affascina molto.”
Nel frattempo a casa di Maurilio, fratello di Marianna, stavano succedendo cose ancora più strane. Egli aveva organizzato di teletrasmettere immagini col suo computer super fornito di accessori.
Ma la cosa strana era che aveva trasferito interamente una persona dentro il computer della sorella. La poverina era andata al negozio, aveva comprato il famoso portatile e adesso vedeva un bellissimo signore che si trovava bloccato lì dentro. Quel computer, infatti, non era in vendita, ma era stato portato a riparare e Marianna l’aveva preso per sbaglio.
Adesso la ragazza aveva preso il cellulare e stava telefonando al fratello: “Maurilio! Ma cosa hai fatto? Dentro il computer c’è un tizio!”
“Smettila Marianna! Non raccontare fesserie!”
“Non sto scherzando, ti dico che c’è un tizio dentro il computer.”
“Sì va bè, la scema che sei!”
“Non mi credi! Non posso farci niente ma è la pura verità.”
Per telefonare Marianna si era spostata nel soggiorno. Quando era tornata nello studio dove teneva il computer, aveva trovato in carne e ossa il signore che prima era dentro il portatile.
“Ma come ha fatto! E’ uscito! E’ uscito da dentro al computer!”
“Che dice! Signorina ha voglia di scherzare! Mi ha fatto entrare una domestica. Sono venuto perché erroneamente lei ha preso il mio computer. Sono Vincenzo Rossi. Al negozio hanno il suo indirizzo ed eccomi qua per recuperare il maltolto.”
Intanto si squadravano e si piacevano. Marianna era molto graziosa con i suoi capelli castani ramati, gli occhi verdi e un corpo flessuoso. Lui era altissimo, muscoloso e con gli occhi blu.
“Comunque stiano le cose,” stava dicendo “vedrà che prima o poi scopriremo cosa sia avvenuto. Intanto mi permette di invitarla a cena?”
“Sì senz’altro. Con piacere.”
Erano usciti, si erano innamorati e Marianna aveva lasciato il precedente fidanzato. Non capirono mai il perché di quel fenomeno di telecinesi. Lo attribuirono al destino e al fatto che Maurilio combinava sempre un sacco di pasticci.